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Aree protette africane: il parco Bwindi Impenetrable Forest è una preziosa riserva naturale.

Situato nella punta sud-ovest del territorio ugandese, accanto alla linea di confine con la Repubblica Democratica del Congo, il Parco Nazionale Impenetrabile di Bwindi (Bwindi Impenetrable Forest National Park) è una preziosa riserva naturale la cui prima istituzione risale al 1932, quando due porzioni della foresta di Bwindi furono dichiarate riserve naturali della Corona Britannica: la Kayonza Crown Forest Reserve (a nord) e la Kasatora Crown Forest Reserve (a sud).

Negli anni successivi le due riserve vennero accorpate ed allargate con altri territori circostanti a più riprese, fino a che nel 1991 il territorio venne designato Parco Nazionale con il nome attuale, insieme alla Riserva dei Gorilla di Mgahinga e alla Riserva dei Monti Rwenzori. Nel 1994 è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità da parte dell’UNESCO ed oggi rappresenta uno degli ecosistemi più ricchi e preziosi di tutta l’Africa.

Il Parco si estende su una superficie di oltre 330 km², coperta da foresta tropicale (o giungla) e da zone montuose. Ospita al suo interno 400 specie di piante, oltre 120 specie di mammiferi, 346 specie di uccelli, 202 specie di farfalle, 27 specie di rane, camaleonti e gechi ed altre specie a rischio estinzione. Tra i mammiferi presenti nel Parco compaiono diversi primati, tra cui colobi e scimpanzé, tuttavia protagonisti indiscussi di Bwindi sono i gorilla di montagna: in quest’area vive infatti la più alta concentrazione di questi esemplari di tutta l’Africa (circa 340 unità), ovvero la metà della popolazione mondiale di questa specie a rischio di estinzione. L’appellativo “impenetrabile” è dovuto alla natura accidentata e scoscesa del territorio, caratterizzata da strette vallate intersecate da fiumi e ripide colline: gran parte del territorio è raggiungibile con difficoltà ed esclusivamente a piedi. L’altitudine del parco varia infatti dai 1˙190 ai 2˙607 metri, ma più del 60% della sua estensione si trova ad un’altezza superiore ai 2˙000 metri.

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A proposito di Luca Soraci

Il mondo può essere considerato come un museo, un immenso museo che la natura el'uomo, rivali nella genialità hanno popolato di "meraviglie".
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