edouard nasa, photos, spazio, scienza altamira, grotte, spagna, preistoria granchio, coco, birgus latro etna, sicilia, vulcani, italia titicaca, lago, bolivia, perù iguazù, cascate, argentina, brasile, unesco Nilo, fiumi, africa Cina, muraglia, fortezze
Seguimi in Twitter Seguimi in Facebook Seguimi in Pinterest Seguimi in LinkedIn Follow in Google+ Sottoscrivi il feed Seguimi  in StumbleUpon

Piramide di Cheope, l'unica delle sette meraviglie del mondo antico che sia giunta sino a noi.

La Piramide di Cheope a Giza, anche detta Grande piramide, è l'unica delle sette meraviglie del mondo antico che sia giunta sino a noi, nonché la più famosa piramide del mondo.

È la più grande delle tre piramidi della necropoli di Giza, vicino al Cairo in Egitto. È stata eretta da Cheope (Horo Medjedu) della IV dinastia dell'Egitto Antico come monumento funebre. All'interno, come è accaduto per molte altre sepolture reali dell'antico Egitto saccheggiate dai violatori di tombe già nell'antichità, non è stata trovata alcuna sepoltura e ciò ha fatto nascere una miriade di teorie, spesso prive di reale fondamento, sul fatto che le piramidi non siano monumenti funebri.

Dovuta all'architetto Hemiunu, la piramide di Cheope aveva in origine il lato di base di 230,50 m e raggiungeva, con un'inclinazione di 50°50' delle sue facce, i 146,60 m: attualmente il vertice è a 137,18 m e la piramide occupa una superficie di 53 000 mq, mentre il volume dello spazio interno supera i 2 600 000 mc. Le sue quattro facce sono orientate quasi perfettamente verso i quattro punti cardinali.


Fu edificata nel XXVI secolo a.C. per volere del faraone omonimo. Sembra che i lavori siano durati una ventina d'anni e la manodopera impiegata sia stata di circa 100 000 persone. Se si considera che occorsero quasi 7 milioni di tonnellate di pietra (circa due milioni e mezzo di blocchi di pietra da più di due tonnellate l'uno, ricavati in loco, ad eccezione delle lastre di rivestimento trasportate dalle cave di Tura, poi innalzati e assemblati), apparirà una volta di più gigantesco l'impegno di lavoro necessario per simili opere. La piramide fu realizzata in tre progetti successivi che comportarono ogni volta delle modifiche.

http://www.viaggiandoin.com/FOTO/CrocieraNilo/La_Piramide_di_Cheope_b.jpg

Nel primo la camera sepolcrale (8 x 14 m) è sotterranea, a circa 31 m di profondità nella roccia, raggiunta da un corridoio secondo un angolo di 26,5°; tale progetto fu abbandonato come dimostra l'incompiutezza di questa stanza del sarcofago. Del secondo progetto fa parte la costruzione nel corpo stesso della piramide, a una ventina di metri dal suolo, della camera sepolcrale per il re, detta "stanza della Regina" anch'essa incompiuta, collegata con un corridoio di circa 80 m, ascendente per un tratto e poi orizzontale e più largo, al punto d'ingresso. Al terzo stadio vanno ascritti la "Grande Galleria", la camera sepolcrale e quelle di scarico.


Normalmente il turista può visitare le stanze e i corridoi del secondo e terzo progetto, in quanto è molto disagevole raggiungere la camera sotterranea e può compiere, accompagnato da una guida, l'ascensione dei monumento dall'angolo nordorientale della piramide. In un quarto d'ora si giunge sulla piattaforma ( 10 x 10 m) della sommità, dove la fatica della salita viene ricompensata dall'indimenticabile panorama offerto sui grandi complessi funerari regali, sulle numerose mastabe di principi, funzionari regi e dignitari e, più lontano, a nord sul Nilo e sulla parte meridionale del Delta, a nord-est e ad est sulle floride aree coltivate, sui palmizi e sui centri abitati di Giza e Dokki, poi oltre il Nilo, sui grandi caseggiati e i minareti del Cairo, sulla Cittadella e il Muqattam, a sud sui vari palmeti di Menfi e più oltre, nel deserto, sui complessi di Abusir, Saqqara, Dahshur e Meydum, e a ovest, infine, sull'immensa distesa del Deserto Libico.


All'interno della piramide si entra mediante l' ingresso del lato nord (il primo fu aperto nel IX sec., poi richiuso con blocchi di pietra) e si sale un basso corridoio fino all'inizio della "Grande Galleria" dove un corridoio orizzontale porta alla camera sepolcrale del secondo progetto (vasta 5.2o x 5,70 m). Riprendendo la visita dall'inizio della "Grande Galleria" (alta 8.50 m), rimarchevole per la sua concezione e la precisione della sua esecuzione, la si percorre per i suoi 47 m, per proseguire nel breve corridoio orizzontale (da questo punto il rivestimento è in granito) fino alla camera sepolcrale del re (5,20 x 10,40 m, alta 5,85 m), in granito di Assuan con un sarcofago vuoto e scoperchiato. Il soffitto della stanza è formato da nove blocchi di granito dal peso di circa 400 t ed è protetto da un dispositivo costituito di cinque compartimenti disposti uno sopra l'altro (camere di scarico) e separati ognuno da blocchi piatti di granito, l'ultimo dei quali coperto da blocchi di calcare disposti "a contrasto" allo scopo di ripartire le forze di pressione della massa.

L'aerazione della camera è assicurata da due prese d'aria. Tra le principali scoperte avvenute presso la piramide di Cheope si ricorda il ritrovamento (primi anni Cinquanta) di due imbarcazioni di legno, deposte in due cavità sagomate nella roccia lungo il lato meridionale della piramide, una delle imbarcazioni, ricostruita, è conservata in un museo situato sul luogo del reperimento.


Questa "barca solare", forse usata insieme ad altre per il trasporto della mummia del re e del corteo funebre, forse destinata al faraone per accompagnare il sole nel suo viaggio nell'aldilà, era costruita in cedro importato dal Libano e in sicomoro locale: lunga 43,40 e alta 5.90 m, aveva una stazza di 40 tonnellate. Altro importante ritrovamento fu quello della tomba, forse secondaria, della regina Hetepheres (moglie di Snefru e madre (Cheope), l'unica tomba reale dell'Antico Regno trovata intatta, nel 1925, a 100 m dal lato orientale della piramide: essa ha restituito un ricco corredo, ora al Museo del Cairo.

L'immagine “http://www.racine.ra.it/planet/testi/Foto/giza.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

L'attribuzione della grande piramide a Cheope è deducibile dalla concordanza dei rilievi archeologici con i dati storici in nostro possesso costituiti dai libri dello storico greco Erodoto.


La data probabile del suo completamento è il 2570 a.C., anche se da alcuni è stato proposto,sulla base di riscontri stellari (l'orientamento della Sfinge, il fatto che le tre piramidi rispecchiano la Cintura di Orione com'era 10000 anni prima, la coincidenza delle fattezze leonine della sfinge, avente quasi lo stesso grado di erosione della piramide, con l'era del leone, coincidente alle date che gli archeoastronomi propongono, ecc.) e geologici (l'erosione da acqua in caduta verticale presente sul corpo della Sfinge), un arretramento della data di 8000 anni, inoltre le teorie tradizionaliste sono messe a dura prova anche dalla presa di coscienza da parte di molti studiosi riguardo l'evidente necessità di rimettere in gioco anche la funzione delle piramidi stesse(molti ricercatori fanno notare infatti che nelle piramidi non esiste alcun tipo di iscrizione, nè sono stati rinvenuti sarcofagi o corpi mummificati, e che inoltre le fonti da cui si sarebbe ricavato il nome di Kheope non possono essere considerate come prove dell'erezione della struttura da parte del faraone, infatti la traduzione del vocabolo "costruito" è ambigua, e può essere facilmente scambiata con "riparato" o "restrutturata").


Le varie ipotesi sono tutt'oggi in conflitto e non si prevede quando si avranno dati realmente affidabili ; è la più antica delle tre grandi piramidi nella necropoli di Giza, alla periferia del Cairo moderno, in Egitto. Poche centinaia di metri a sud-ovest dalla Piramide di Cheope sorge la piramide attribuita al suo successore Chefren, che, secondo, non certe, versioni ufficiali, costruì anche la Sfinge (o scolpì il suo volto su quello originario, questo a spiegare l'incongruente minore dimensione della testa rispetto al resto del corpo leonino).


Ancora poche centinaia di metri a sud-ovest è la piramide di Micerino, successore di Chefren, alta circa la metà delle due maggiori. La piramide di Chefren appare più alta in alcune foto, ma solo perché è costruita su un terreno più alto.


Quando fu costruita la Piramide di Cheope era alta 147 metri, ma a causa dell'erosione la sua altezza attuale è di 137 metri (la piramide di Chefren è alta 136 metri). La sua base copre oltre 5 ettari di superficie, formando un quadrato di circa 230 metri di lato. Per quattro millenni essa fu la costruzione più alta del mondo, fino a quando intorno al 1300 fu completata la Cattedrale di Lincoln, alta 160 metri. L'accuratezza del lavoro è tale che i quattro lati della base presentano un errore medio di soli 1,52 cm in lunghezza e di 12" di angolo rispetto ad un quadrato perfetto. I lati del quadrato sono allineati quasi perfettamente lungo le direzioni Nord-Sud ed Est-Ovest. I lati della piramide salgono ad un angolo di 51º 52' 15".

Per la costruzione del solo rivestimento esterno della Grande Piramide sono state scelte pietre di calcare, basalto e granito, pesanti ognuna dalle 2 alle 4 tonnellate, mentre la parte interna, denominata Zed è costituita di monoliti in granito pesanti dalle 20 alle 80 tonnellate, per un peso totale che si aggira intorno alle 7 milioni di tonnellate. Il volume totale è di circa 2 milioni e 600 mila metri³ . È quindi la più voluminosa piramide d'Egitto (ma non del mondo, dato che la piramide di Cholula, in Messico è più grande).

Nell'epoca immediatamente successiva alla costruzione, la piramide era rivestita esternamente di pietre di calcare liscissime, portate via in seguito per essere riutilizzate in altri modi. Grazie alla riflessione di queste pietre la Grande Piramide, probabilmente, era visibile anche dalla Luna (la copertura esterna regolare è ancora visibile nella parte superiore della piramide di Chefren). Sono stati utilizzati circa centomila uomini che hanno lavorato per circa venti anni.


La piramide di Cheope si distingue dalle altre per la posizione sul terreno, ma anche per il grande numero di passaggi e alloggiamenti, per la rifinitura dei lavori interni e la precisione di costruzione.


Il 18 settembre 2002, alcuni archeologi cercarono, utilizzando un robot radiocomandato, di scoprire il percorso di uno di questi misteriosi passaggi, ma una volta forata la prima lastra, che ostacolava il passaggio, e fatta entrare la microcamera, ci si accorse che ce n'era subito un'altra.



Se ti è piaciuto l'articolo, iscriviti al feed per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

Share on Google Plus

A proposito di Luca Soraci

Il mondo può essere considerato come un museo, un immenso museo che la natura el'uomo, rivali nella genialità hanno popolato di "meraviglie".
    Blogger Comment
    Facebook Comment

1 commenti:

  1. Sempre puntuali i tuoi post...

    Ti segnalo questo video...

    http://www.mybaggy.com/index.php?option=com_seyret&task=videodirectlink&id=401

    A presto

    RispondiElimina